ADHD
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ADHD

ll disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) è uno dei disturbi che più frequentemente si riscontra in età evolutiva, la cui sintomatologia prosegue anche in età adolescenziale e adulta.

La caratteristica fondamentale del disturbo è un persistente quadro di disattenzione e/o iperattività-impulsività che interferisce con il funzionamento e lo sviluppo dei bambini.

Dal punto di vista comportamentale la disattenzione si manifesta con difficoltà a seguire le istruzioni, facile distraibilità, frequenti errori nei compiti scolastici, difficoltà nel tenere in ordine i materiali e nel gestire il tempo a disposizione.

L’iperattività si riferisce invece a un’eccessiva attività motoria manifestata in momenti e situazioni non appropriati, a un eccessivo dimenarsi e a una cospicua loquacità. Spesso i bambini iperattivi si agitano sulla sedia, si alzano dal proprio banco, sono irrequieti e incontrano problemi nel giocare tranquillamente.

Per impulsività s’intende invece la presenza di azioni che vengono compiute in maniera affrettata, senza premeditazione e talvolta possono essere pericolose per il bambino o adolescente.  Questa impulsività può rispecchiare sia il desiderio di ottenere una ricompensa immediata, sia l’incapacità di ritardare una gratificazione. Tra i comportamenti impulsivi vi sono le continue interruzioni durante le conversazioni, il fornire risposte prima ancora che gli altri abbiano finito di parlare e il prendere decisioni senza considerare le conseguenze.

Sono stati individuati 3 sottotipi di disturbo:

  • Prevalentemente iperattivo-impulsivo

La maggior parte dei sintomi si riscontrano all’interno della categoria iperattività-impulsività.

Possono essere presenti pochi sintomi di disattenzione, che però non raggiungono un limite clinico.

Sintomi comuni d’iperattività sono:

  1. Agitazione e irrequietezza continue.
  2. Difficoltà a rimanere seduto sulla propria sedia durante i pasti, a scuola e durante il tempo libero.
  3. Tendenza a parlare in maniera eccessiva.
  4. Difficoltà nel giocare in modo tranquillo.
  5. Tendenza a essere sempre in movimento.

L’impulsività si manifesta attraverso: 

  1. Difficoltà ad attendere il proprio turno durante le conversazioni.
  2. Tendenza ad interrompere l’altro senza aspettare il proprio turno..
  3. Tendenza a compiere azioni senza considerare le loro conseguenze.
  4. Difficoltà nell’attendere il proprio turno nei giochi.
  5. Tendenza a utilizzare gli oggetti degli altri senza chiedere il permesso.
  • Prevalentemente disattento

Prevalgono i sintomi della categoria disattenzione rispetto a quelli di iperattività-impulsività.

I bambini con questo sottotipo di disturbo presentano minori problemi a livello comportamentale e minori difficoltà nelle interazioni con i pari, per tale motivo potrebbe essere trascurato da genitori e insegnanti. Possono stare seduti in modo tranquillo, ma la loro attenzione non è diretta a ciò che stanno facendo o a ciò che l’insegnante spiega.

Tra i sintomi di disattenzione più comuni vi sono:

  1. Facilità a distrarsi con stimoli esterni o con pensieri non inerenti a ciò che stanno facendo
  2. Difficoltà nel mantenere l’attenzione su un’attività per il tempo necessario a portarla a termine.
  3. Facilità ad annoiarsi trascorsi appena pochi minuti dall’inizio di un compito, a meno che non stia facendo qualcosa di divertente.
  4. Difficoltà a focalizzare l’attenzione sull’organizzazione e completamento di un compito o nell’imparare qualcosa di nuovo.
  5. Problemi nello svolgimento dei compiti a casa, spesso perdono le cose (per esempio, matite, giocattoli, compiti) necessari per completare le attività.
  6. Difficoltà a seguire le istruzioni
  • Manifestazione combinata

E’ la manifestazione più tipica in età evolutiva ed è caratterizzata da una combinazione di sintomi di disattenzione e d’iperattività- impulsività.

COME SI MANIFESTA IN BAMBINI E ADOLESCENTI IL DISTURBO DA DEFICIT DI ATTENZIONE E IPERATTIVITÀ? 

La disattenzione e l’impulsività sono caratteristiche riscontrabili in un ampio range di disturbi psicopatologici in età evolutiva, come ad esempio nei disturbi d’ansia, nella depressione e nei disturbi del comportamento.  È normale per i bambini essere pieni di energia, impulsivi (agire senza considerare la conseguenza delle loro azioni) e disattenti. Le stesse difficoltà si possono riscontrare negli adulti, che sopraffatti dal lavoro, dagli impegni e dai problemi di vita quotidiana non riescono a mantenere attiva la consapevolezza di ciò che stanno facendo e di come lo stanno svolgendo.

Tuttavia per alcuni bambini e adolescenti, il livello di attività, le difficoltà nel controllare l’impulsività e l’attenzione sono talmente pervasivi da impedirgli di stare al passo con le richieste della scuola e dell’ambiente in generale.

Bambini con ADHD manifestano una tale impulsività e attività da non riuscire a stare fermi, sono continuamente agitati, parlano quando dovrebbero ascoltare, interrompono i discorsi, non riescono a portare a termine un compito, sembrano non ascoltare quando gli si parla e perdono continuamente oggetti a causa della loro disattenzione.  Talvolta rischiano di farsi male a causa della loro impulsività, sono incapaci di stare seduti a lungo in classe e la loro disattenzione può essere causa di difficoltà di apprendimento. Sono labili dal punto di vista emotivo, difficilmente riescono ad autoregolare le loro emozioni. Una volta diventati adulti continuano ad avere problemi. Fanno fatica a mantenere un lavoro, compiono spesso incidenti stradali, durante le conversazioni stimolano irritazione negli altri a causa della loro difficoltà nell’aspettare il loro turno e la tendenza a parlare in momenti non appropriati.

Con molta probabilità le vite di questi bambini, adolescenti e adulti saranno compromesse su più fronti, in ambito sociale, scolastico, cognitivo e familiare.

COME SI MANIFESTA A CASA?

I bambini con ADHD presentano un gran numero di comportamenti che possono interferire con la vita familiare:

  • Spesso non ascoltano le istruzioni dei genitori e non gli obbediscono.
  • Sono disorganizzati.
  • Spesso dicono cose inopportune.
  • Spesso interrompono le conversazioni.
  • È difficile portarli a letto la sera.
  • Possono mettersi in pericolo a causa della loro distrazione o impulsività.
  • Hanno difficoltà a rimanere seduti a tavola durante i pasti.
  • Spesso bisogna richiamarli e assisterli per assicurarsi che portino a termine un compito.
  • Rifiutano di svolgere i compiti a casa o impiegano un tempo eccessivo per terminarli.
  • Possono manifestare facile frustrabilità quando le loro richieste non vengono esaudite.

Il disturbo ha un forte impatto sui genitori, che sono costretti giorno dopo giorno ad affrontare le esigenze del loro bambino con ADHD e a monitorare i suoi comportamenti, questo può essere estenuante sia dal punto di vista fisico che psicologico.

La frustrazione che molti genitori provano, può portare a rabbia e senso di colpa verso se stessi, e irritazione verso il bambino.

Non solo i genitori, ma anche i fratelli dei bambini con ADHD devono affrontare una serie di sfide:

  • I loro bisogni spesso ricevono meno attenzione rispetto a quelli del bambino con ADHD.
  • Possono essere rimproverati in maniera più decisa quando sbagliano, ricevendo meno attenzione per i loro successi, perché dati per scontati.
  • Possono essere responsabilizzati nei confronti del fratello e accusati di non aver fatto il proprio dovere se questo si comporta male sotto la loro supervisione.

Al fine di affrontare le sfide quotidiane che un bambino con ADHD pone è necessario essere in grado di padroneggiare una combinazione di compassione e di coerenza. Vivere in una casa che fornisce al contempo amore, struttura e prevedibilità è la cosa migliore per un bambino o un adolescente che sta imparando a gestire il suo ADHD.

COME SI MANIFESTA A SCUOLA?

L’ambiente scolastico può essere un luogo difficile per un bambino con ADHD, basta pensare alle richieste che pone: stare fermi, ascoltare in silenzio, seguire le istruzioni, rimanere concentrati e attenti. Tutte cose che riescono difficili ai bambini con questo disturbo.

Gli studenti con ADHD presentano le seguenti sfide per gli insegnanti:

  • Spesso cercano di attirare l’attenzione chiacchierando.
  • Si alzano spesso dal banco e vanno in giro per la stanza.
  • Mostrano difficoltà a seguire le istruzioni.
  • Spesso dimenticano di annotare i compiti per casa, di farli o di portare quanto svolto a scuola.
  • Spesso hanno difficoltà con le operazioni che richiedono passi ordinati, come ad esempio una divisione lunga o la risoluzione di equazioni.
  • Hanno difficoltà a portare a termine un progetto se non hanno una diretta supervisione da parte degli adulti.
  • Bassa autostima.
  • Prese in giro da parte di altri compagni.
  • Comportamenti aggressivi nei confronti di compagni e insegnanti.
  • Basse prestazioni scolastiche.

È importante considerare che per porre diagnosi di ADHD è necessario che i sintomi appena descritti si manifestino in almeno due contesti di vita del bambino o dell’adolescente (es. a scuola ma anche a casa).

INTERVENTO

Un comportamento può sempre essere analizzato e messo in relazione all’ambiente in cui viene emesso e alle conseguenze che produce. La risposta dell’ambiente è dunque una risorsa fondamentale di cui avvalersi per modificare un comportamento problema.

Partendo da un’osservazione strutturata dei comportamenti problema emessi dal bambino, dalla frequenza con cui compaiono e dal contesto in cui si verificano si può pensare di costruire un intervento volto alla diminuzione della loro comparsa.

IL TRATTAMENTO.

Il trattamento d’elezione per il disturbo da deficit di attenzione e iperattività è di tipo multimodale e prevede una combinazione d’interventi di tipo farmacologico, psicoeducativo e psicoterapeutico.

Gli psicostimolanti sono considerati i farmaci più efficaci per bambini, adolescenti e adulti con ADHD. Tra i farmaci utilizzati vi sono il metilfenidato (Ritalin), le anfetamine (Adderal), le destoanfetamine (Dextrostat, Dexedrine) e l’atomoxetina (Strattera).

Per ottenere miglioramenti comportamentali duraturi è necessario affiancare al trattamento farmacologico una combinazione di strategie cognitive e comportamentali che aiutino bambini, genitori e insegnanti nella comprensione e gestione dei comportamenti problema.

Attualmente i programmi cognitivo-comportamentale di testata efficacia per l’ADHD sono il Parent training e il Teacher training.

L’obiettivo del Parent training è di far apprendere ai genitori strategie per essere più riflessivi, coerenti nell’applicare metodi educativi e organizzati nelle loro attività, al fine di aiutare il bambino nell’autogestione. Serve ai genitori per prendere consapevolezza di com’è strutturato il proprio ambiente familiare, in vista di una riorganizzazione finalizzata ad aumentare la capacità riflessiva del bambino e a diminuire la presenza di comportamenti problematici.

Essendo la scuola il luogo in cui i bambini trascorrono la maggior parte del loro tempo, riveste un’importanza fondamentale il Teacher Training. Gli obiettivi di quest’ultimo saranno fornire dettagli su come strutturare l’ambiente scolastico partendo dai bisogni e dalle caratteristiche dell’alunno iperattivo, trasferire agli insegnanti strumenti utili per la modificazione del comportamento e fornirgli dei consigli su come aiutare l’alunno a migliorare la propria relazione con i pari.

La terapia con il bambino ha l’obiettivo di modificare i comportamenti problematici. Fornisce assistenza pratica, ad esempio nell’organizzazione dei compiti o nel completamento degli stessi e lavora sulla gestione delle emozioni e sull’autocontrollo.

L’intervento con il bambino mira inoltre ad aumentare le sue abilità sociali. Imparare ad andare d’accordo con gli altri, rispettare le regole e interagire in modo efficace con i pari può essere difficile per molti bambini con ADHD. Il terapeuta attraverso il social skills training insegnerà ai bambini ad aspettare il proprio turno, a prestare e condividere i giochi, a chiedere aiuto, a leggere le espressioni facciali e il tono di voce degli altri per desumere il loro stato emotivo e a rispondere in modo appropriato.

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