Dipendenze
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Dipendenze

Disturbo da uso di sostanze e dipendenze comportamentali

Il disturbo da uso di sostanze (tossicodipendenza) è definito come un disturbo comportamentale appreso, indotto dall’uso cronico di qualsiasi sostanza stupefacente, caratterizzato dall’alterazione dei circuiti del piacere.

Nel DSM-5 (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali), le categorie di abuso e dipendenza sono state unificate lungo un continuum da lieve a grave.

Compare anche il disturbo da gioco d’azzardo (gambling), come esempio di dipendenza comportamentale, che attiva il circuito cerebrale della ricompensa con effetti simili a quelli delle droghe.

Principali classi di sostanze di abuso

Stimolanti: includono sostanze naturali (cocaina) o di sintesi (amfetamine, metanfetamine). Agiscono aumentando la disponibilità di dopamina, neurotrasmettitore coinvolto nei meccanismi del piacere (mangiare qualcosa che piace, ascoltare musica, etc). Gli stimolanti provocano un rilascio di dopamina così potente da non essere paragonabile a nessun piacere naturale, inducendo a sperimentare ripetutamente il piacere provato con l’assunzione. Inoltre rendono sempre meno sensibili ai piaceri stimolati dalla vita quotidiana. Provocano una marcata dipendenza.

Oppiacei: comprendono molecole di origine naturale (morfina e codeina), semi-sintetiche (eroina e buprenorfina), di sintesi( metadone) e antagonisti (naloxone e naltrexone), che agiscono su tre tipi di recettori (m, d, k), che mediano numerosi effetti: analgesico, gastrointestinale, inibizione della tosse, la depressione respiratoria e la regolazione del tono muscolare. Per questo vengono utilizzati sia per attenuare la tosse, sia per trattare le diarrea e come anestetici pre operatori.

Il nostro organismo si adatta rapidamente agli oppiacei, con un uso prolungato i neuroni diventano incapaci di agire senza la sostanza, richiedendo un continuo apporto esterno. 

Ecco perché l’interruzione improvvisa di eroina provoca crisi di astinenza.

Depressori del  sistema nervoso centrale: (sedativi, ipnotici, ansiolitici), dette anche Benzodiazepine (BDZ). L’assunzione di queste sostanze aumenta l’effetto del neurotrasmettitore GABA, rendendole utili in caso di insonnia, ansia e convulsioni, per le loro proprietà sedative, ipnotiche, anticonvulsive e miorilassanti.

Il loro abuso può provocare dipendenza fisica ed astinenza, specialmente quelle a rilascio rapido, in quanto il loro effetto è potente ed istantaneo.

Allucinogeni: sono sostanze di origine naturale (mescalina) o sintetica (LSD; MDMA) che interferiscono nelle interazioni tra le cellule nervose e la serotonina, coinvolta nel controllo muscolare, nel comportamento, nel sistema percettivo e di regolazione dell’umore, della fame, del comportamento sessuale e della percezione sensoriale.

L’assunzione provoca allucinazioni e distorsioni profonde nella percezione della realtà: si possono vedere immagini, sentire suoni e sensazioni tattili che sembrano vere, ma che non corrispondono alla realtà. Inoltre provocano oscillazioni emotive rapide ed intense. Si possono verificare allucinazioni, panico, paura, grave disorientamento, tendenza alla violenza e tentativi di suicidio.

Cannabinoidi: i fito-cannabinoidi (hashish e marijuana) si connotano per una sensazione di euforia e benessere, seguita da disinibizione, aumento dell’appetito e dell’attività sessuale, alterazione delle prestazioni cognitive e psicomotorie. L’utilizzo di fito-cannabinoidi può influire in maniera drammatica sul sistema nervoso, specialmente durante l’età dello sviluppo.

Alcol: ha un’azione bifasica sul sistema nervoso, una stimolante ed una sedativa.

La sedazione indotta dall’alcol può avere effetti stimolanti: riducendo ansia e paure, può portare le persone a sentirsi più disinibite. Esso stimola particolari regioni del cervello legate alla motivazione

comportamentale:  il cervello associa lo stimolo di piacere all’assunzione di alcol, attraverso il rilascio della dopamina.

Fumo: La nicotina, sostanza contenuta nelle sigarette, viene assorbita rapidamente dai polmoni e produce, ad ogni inalazione, un’alta concentrazione di nicotina nel sangue, che raggiunge il cervello in 10-15 secondi. La nicotina attiva il rilascio della dopamina, quindi è uno stimolante e , nei nuovi fumatori, riduce i tempi di reazione, migliora l’attenzione ed aumenta il tono dell’umore. 

Il modello multidimensionale della dipendenza da fumo integra gli aspetti genetici, fisiologici, psicologici, comportamentali ed ambientali. L’avvio del comportamento, che di solito avviene in preadolescenza o in adolescenza,è determinata, oltre che da una suscettibilità personale, anche da fattori socioculturali e dall’accessibilità alle sigarette.

Una volta stabilita la dipendenza, la possibilità di potersene liberare sono limitate dai sintomi di astinenza.

Gioco d’azzardo (GAP): Il gioco d’azzardo patologico può essere definito come una dipendenza comportamentale patologica ed è da intendersi come la conseguenza secondaria di un comportamento volontario di gioco d’azzardo persistente in un individuo vulnerabile alla dipendenza. Si caratterizza per alterazioni  dei normali sistemi neurobiologici della gratificazione (sistema di ricompensa dopaminergico con iper-risposta anomala al gioco d’azzardo), del controllo degli impulsi (corteccia prefrontale con deficit dell’autocontrollo) e delle funzioni cognitive correlate (credenze e distorsioni cognitive in relazione alle reali possibilità di vincita). I principali segni e sintomi relativi alla dipendenza da gioco d’azzardo sono il forte desiderio di giocare e l’impossibilità di resistere a giocare d’azzardo (craving), l’insorgenza di sentimenti di inquietudine quando si è impossibilitati a giocare (astinenza), la necessità di giocare con maggiore frequenza per riprodurre sempre il medesimo grado di euforia e gratificazione (tolleranza). Fattori ambientali che hanno favorito l’aumento delle persone che soffrono di GAP sono sicuramente l’elevata presenza di sale slot, sale bingo, videolottery e giochi presenti su internet, oltre ai canali tradizionali (superenalotto, gratta e vinci, scommesse sportive, etc).

Dipendenza da Internet: Cadere nella dipendenza da internet può essere il risultato dell’interazione di cause complesse e diverse tra di loro che agiscono in concomitanza di periodi nei quali si può sperimentare un senso di solitudine, stress intenso, difficoltà relazionali. In questi periodi sperimentare delle esperienze capaci di dare piacere su internet può portare a ripetere questo comportamento in maniera sempre più frequente fino a divenire un abuso vero e proprio.

Alcuni segnali devono mettere in allarme perché sono la spia di un uso patologico della rete che supera i limiti di un utilizzo sano.

  • La necessità incontenibile di trascorrere sempre più tempo in rete con comportamenti ossessivi come il controllo eccessivo, a livello di frequenza e lunghezza, della posta elettronica durante la giornata, non legato a motivi di utilità o reale bisogno, oppure periodi prolungati trascorsi in chat 
  • L’insorgenza di sintomi da astinenza, come ansia, agitazione, quando si è offline
  • Questi sintomi devono incidere in maniera negativa sulla vita sociale della persona,  sottrarre tempo alle attività quotidiane e vitali per l’individuo, come famiglia, amici, lavoro e avere effetti negativi sulla salute fisica (mal di schiena, affaticamento della vista, disturbi del sonno,  scarsa igiene personale, fino ad arrivare all’isolamento sociale). Accade spesso che l’abuso della rete avvenga nelle ore lavorative con il rischio di essere scoperti, o di notte rinunciando al sonno 
  • L’impossibilità di smettere nonostante le conseguenze negative sulla vita personale, familiare, sociale e lavorativa, da cui la natura della dipendenza, che priva la libertà di scelta di soluzioni di vita più salutari e costringe ad azioni ripetitive e dannose.

Interventi  per la prevenzione ed il trattamento dei disturbi da uso di sostanze e dipendenze comportamentali

  • Consulenza: rivolta all’adulto e, nel caso di preadolescenti o adolescenti, ai genitori e/o al minore, per valutare, anche attraverso strumenti diagnostici (test e questionari), la situazione attuale in relazione alla dipendenza. Se necessaria, verrà richiesta la valutazione da parte di altre figure professionali (ad es. psichiatra in caso di necessità di uso di farmaci).
  • Psicoterapia individuale: basata sulle tecniche cognitivo comportamentali, l’analisi funzionale del comportamento di dipendenza, la psicoeducazione, l’apprendimento di strategie per la gestione del comportamento problematico, il training per la prevenzione delle ricadute.
  • Interventi psicoeducativi rivolti ai genitori o alla famiglia: in caso di minori o di adulti non collaboranti, è necessario coinvolgere la famiglia per interventi di sostegno e psicoeducazione.
  • Percorsi di gruppo: training antifumo, che ha lo scopo di aiutare i fumatori a smettere di fumare ed adottare stili di vita salutari.
  • Consulenze agli insegnanti e progetti di promozione alla salute nelle scuole.

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