L’intervento psicologico con le persone anziane
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L’intervento psicologico con le persone anziane

Negli ultimi anni, data la percentuale di popolazione di ultrasessantacinquenni in costante aumento, sta divenendo sempre più importante comprendere come soddisfare al meglio le esigenze di questa fascia di età.

Per prima cosa vanno considerate alcune variazioni nel funzionamento cognitivo che si verificano inevitabilmente con l’avanzare dell’età. La memoria di lavoro, misurata dalla performance ottenibile in compiti di memorizzazione di cifre, mostra un calo lieve, ma significativo in età avanzata. Capacità su compiti di attenzione sostenuta sono ben conservate nella terza età, ma i test di attenzione selettiva mostrano un declino. L’intelligenza fluida (la capacità di acquisire e manipolare nuove informazioni) diminuisce con l’età, mentre l’intelligenza cristallizzata (il prodotto cumulativo di informazioni acquisite) rimane preservata.

Date queste informazioni è essenziale che, durante la valutazione iniziale il terapeuta sia a conoscenza di questi potenziali problemi. Può  essere utile incorporare nella terapia specifici training di memorizzazione.

I problemi sensoriali. Tra il 50 e il 75% delle persone oltre i 70 anni ha problemi di udito. La forma più comune è la presbiacusia, ossia la perdita della percezione di suoni ad alta frequenza. L’incidenza della disabilità visiva aumenta con l’età (presbiopie, cataratta, glaucoma, degenerazione maculare). Presbiacusia e presbiopia possono essere trattate nel contesto della psicoterapia, incoraggiando i pazienti a usare apparecchi acustici o occhiali, e può essere necessario esplorare e sfidare lo stigma legato a credenze sul loro utilizzo. Qualora la vista alterata non possa essere corretta, materiali scritti potranno essere forniti in caratteri grandi o in grassetto. Registratori a nastro potranno essere utilizzati in caso di gravi deficit visivi.

Affrontare problemi di salute fisica. Molti anziani godono di buona salute fisica, ma l’incidenza di malattie e disabilità (ad esempio, artrite, accidenti cerebrovascolari, morbo di Parkinson) aumenta esponenzialmente con l’età. I problemi di salute possono limitare la comprensione del paziente, il ricordo o l’applicazione di principi terapeutici. La disabilità fisica può compromettere la capacità di un paziente di impegnarsi in esperimenti comportamentali o rendere difficile raggiungere lo studio dove la terapia ha luogo.

Il setting terapeutico. Per potenziare l’accessibilità agli interventi psicologici con gli anziani con problemi di salute fisica e disabilità sono stati suggeriti setting alternativi come la terapia a domicilio (Barrowclough et al, 2001; Stanley et al, 2003) o presso case di cura (Stanley et al, 2003).

Le modifiche al contenuto di terapia. Quando si lavora con gli anziani, ci sono alcuni temi e fattori legati all’età che possono emergere con maggiore frequenza e che, quindi, richiedono modifiche al “contenuto” della terapia e l’esito della terapia.

Credenze di pazienti e terapeuti che possono interferire con la terapia: Spesso le persone anziane possono credere di essere ‘ troppo vecchie per cambiare ‘. Questa convinzione può derivare da una combinazione di stereotipi negativi interiorizzati della vecchiaia e dalle credenze di coorte. Come risultato, le persone anziane possono non chiedere aiuto per le loro difficoltà o, se questo è richiesto, possono ridurre le proprie aspettative di risultato. E’ necessario sfidare questa convinzione fin dall’inizio della terapia e fornire informazioni psico-educazionali sulle modificazioni delle capacità di apprendimento in età avanzata.

Un altro potenziale problema risiede nel fatto che la differenza di età tra paziente e terapeuta può portare gli anziani a mettere in discussione l’empatia del clinico e la sua abilità.

Ancora, le persone anziane possono credere che essere un paziente comporti essere ‘recettore passivo dell’ aiuto dell’esperto‘. In realtà i pazienti più anziani dovrebbero essere incoraggiati a mettere in atto nuovi comportamenti e strategie per se stessi e non solo a chiedere consigli.

Le persone anziane che hanno subito lutti possono essere più sole e isolate e, quindi, vi potrebbe essere un rischio maggiore di dipendenza nella relazione terapeutica. Problemi di dipendenza possono inibire la terapia se il paziente attribuisce il beneficio terapeutico direttamente al clinico, e porre fine al trattamento può essere problematico.

Un’altra fonte potenziale di difficoltà nella terapia dei pazienti anziani è data dallo stigma sui problemi di salute mentale. Questo è particolarmente forte nella coorte attuale degli anziani, che tendono ad associare disturbo mentale con fallimento personale e carenza spirituale. Molti hanno pregiudizi stereotipati riguardanti la ‘terapia’ e i ‘terapeuti’ e sono stati costretti o inviati da altri in terapia. Sarà utile normalizzare queste idee in modo che possano essere esplorate e, se necessario, sfidate.

Caregivers: gli anziani che soffrono di disturbi fisici o psichici invalidanti, come ad esempio il morbo di Alzheimer, sono generalmente parzialmente o completamente dipendenti dai famigliari. E’ importante, in questi casi, costruire un’alleanza terapeutica anche con queste figure, che a volte, diventano i diretti destinatari di interventi psicologici, quando l’anziano non è più in grado di usufruirne.

Interventi psicologici rivolti alle persone anziane

  • Consulenza: rivolta agli anziani ed ai loro famigliari, per valutare, attraverso strumenti diagnostici (test e questionari), la situazione relativa alle problematiche psicologiche (ansia e depressione), nonché lo screening cognitivo. Se necessaria, verrà richiesta la valutazione da parte di altre figure professionali (ad es. psichiatra in caso di necessità di uso di farmaci).
  • Psicoterapia individuale: basata sulle tecniche cognitivo comportamentali, l’analisi funzionale del comportamento, l’apprendimento di strategie per la gestione del comportamento problematico.
  • Interventi psicoeducativi rivolti ai caregivers: in caso di anziani con problematiche specifiche (es. morbo di Alzheimer, depressione)
  • Percorsi di gruppo: per anziani che vogliono migliorare il loro benessere psicologico attraverso attività specifiche.

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