Disturbi Psicosomatici
526
page-template,page-template-full_width,page-template-full_width-php,page,page-id-526,page-child,parent-pageid-122,bridge-core-1.0.4,qode-quick-links-1.0,ajax_fade,page_not_loaded,,qode-title-hidden,qode_grid_1300,qode-theme-ver-18.0.9,qode-theme-bridge,qode_header_in_grid,wpb-js-composer js-comp-ver-5.7,vc_responsive

Disturbi Psicosomatici

I disturbi psicosomatici sono condizioni in cui stress e problemi d’ansia contribuiscono a determinare sintomi fisici che non sono pienamente spiegabili o giustificabili da un disturbo organico accertato.
I sintomi devono causare significativo disagio o limitazione nel funzionamento personale, sociale, lavorativo, scolastico, familiare, affettivo o in altre aree vitali ancora. I sintomi fisici non sono intenzionali ovvero sotto il controllo della propria volontà.   

I Disturbi Psicosomatici possono essere considerati delle vere malattie fisiologiche che possono provocare problemi e danni a livello organico, scatenate da personali e patologiche dinamiche psico-emotive dell’individuo.
I sintomi psicosomatici sono dunque il risultato di situazioni di forte stress, disagio, paura, ansia, che attivano ed iper-attivano, come in un continuo stato di emergenza il sistema nervoso autonomo, che a sua volta reagisce con risposte vegetative che provocano disturbi a livello fisico.  

A riprova di tutto ciò nei Disturbi Psicosomatici non vi è nessuna condizione medica generale diagnosticabile a cui possano essere pienamente attribuibili i sintomi fisici.  

Generalmente i Disturbi Psicosomatici si manifestano a danno dell’apparato gastrointestinale (ad esempio: gastrite, colite, ulcera), dell’apparato cardiocircolatorio (ad esempio: tachicardia, aritmia, ipertensione), dell’apparato respiratorio (asma, iperventilazione), dell’apparato urogenitale (dolori mestruali, impotenza, eiaculazione precoce, anorgasmia, enuresi), della pelle (psoriasi, acne, la dermatite, prurito, orticaria, secchezza cutanea e delle mucose, sudorazione eccessiva), del sistema muscolore (cefalea, crampi, torcicollo, mialgia, artrite).  

Infine i Disturbi Psicosomatici si possono associare da un Disturbo d’Ansia o da un Disturbo dell’Umore o scaturire proprio in seguito ad essi stessi.

Tra i principali disturbi psicosomatici rientrano:

Il Disturbo di Somatizzazione

La caratteristica principale del Disturbo di Somatizzazione è un insieme di ricorrenti lamentele fisiche (tra cui in particolare dolore e sintomi gastrointestinali, sessuali e neurologici), che si manifestano per anni e che portano la persona al continuo consulto di specialisti e, in alcuni casi, al trattamento medico. In realtà tali sintomi fisici non hanno una spiegazione medica e dunque una origine fisiologica, ma bensì una natura psichica.   

Tali sintomi sono sufficientemente gravi da comportare significativa compromissione nel funzionamento vitale dell’individuo (sociale, personale, lavorativo, familiare, affettivo, etc.).

La persona afflitta da Disturbo di Somatizzazione solitamente percepisce e descrive i suoi sintomi in modo esagerato, consultando continuamente (e quindi eccessivamente) molti medici, alcune volte anche contemporaneamente. La sintomatologia presunta viene vissuta e riferita in modo enfatico, drammatico ed il racconto appare vago, impreciso, disorganizzato ed incoerente.

Nel Disturbo di Somatizzazione sono presenti intensi sintomi ansiosi ed umore depresso, e a differenza dell’Ipocondria, la persona che somatizza avverte un dolore realistico e non ansia e paura derivanti dalla convinzione di avere qualcosa di doloroso o di poterlo magari contrarre in futuro.

Spesso chi è colpito da somatizzazione pensa di avere un problema fisiologico risolvibile con medici, esami clinici e farmaci, ignorando invece il fatto che la sua natura, e dunque la sua risoluzione, è di tipo psicologico. Esiste infatti un legame tra parte fisica e parte psicologica clinicamente comprovato, dove il benessere dell’una è direttamente proporzionale all’altra e viceversa. 

I più comuni e frequenti disturbi somatici, che possono comunque interessare qualsiasi parte fisica, sono: 

– respiratori: tosse, affanno, sensazione di soffocamento;

– muscolari: dolore, tensione, affaticamento, rigidità, crampi;

– cardiovascolari: aritmia, tachicardia;

– gastrointestinali: dolore addominale, nausea, stipsi, diarrea, gonfiore;

– urogenitali: difficoltà di minzione, bruciore, contrazione, difficoltà sessuale, perdita di desiderio sessuale; 

– dermatologici: eruzioni, macchie, prurito, ipersensibilità cutanea; 

– vari: stanchezza, senso di tensione;

– neurologici: amnesia, perdita di orientamento, difficoltà di concentrazione, emicrania, difficoltà di coordinazione e di equilibrio, paralisi.

Il Disturbo di Conversione 

La caratteristica principale del Disturbo di Conversione è la presenza di sintomi fisici ingiustificati riguardanti in specifico deficit a carico delle funzioni motorie volontarie e sensitive, i quali potrebbero suggerire una condizione neurologica o medica generale. In realtà fattori psicologici sono strettamente collegati con la comparsa ed il mantenimento dei sintomi fisici.  

Dunque l’esordio e/o l’esacerbazione del sintomo o del deficit sono preceduti da un qualche conflitto o evento stressante. 

I sintomi di conversione riguardano in particolare il funzionamento motorio volontario o sensitivo, e proprio per questo vengono detti “pseudo-neurologici”. 

I sintomi motori comprendono alterazioni della coordinazione e dell’equilibrio, paralisi localizzate, perdita della voce (afonia), difficoltà di deglutire o sensazione di nodo alla gola, ed infine ritenzione urinaria.  

I sintomi sensitivi comprendono invece perdita della sensibilità tattile o del dolore, cecità, sordità, allucinazioni, attacchi pseudo-epilettci o convulsioni.

I sintomi di conversione non corrispondono all’alterazione di nessuna struttura anatomica o meccanismo neuro-fisiologico, ma seguono piuttosto i sintomi psico-somatici che il soggetto mette in atto.

La conversione deriva dal fatto che il sintomo somatico presentato dal soggetto rappresenta la risoluzione simbolica di un conflitto psicologico interno, che riduce l’ansia e che serve a tenere a bada tale conflitto. Infatti i sintomi possono divenire più frequenti a seguito dell’aumento dello stress psico-sociale. 

Il soggetto può trarre dal sintomo di conversione anche possibilità secondarie come evitare impegni, situazioni e responsabilità sgraditi o comunque mal tollerati, anche se i sintomi non sono prodotti intenzionalmente per ottenere i benefici sopra descritti o per placare conflitti interiori.

I soggetti con sintomi di conversione possono mostrare una relativa imperturbabilità rispetto alla natura e alle implicazioni del loro quadro sintomatologico, oppure possono avere un comportamento drammatico e/o enfatico.

Il Disturbo Algico

La caratteristica principale del Disturbo Algico è la presenza di dolore fisiologico sufficientemente grave da richiedere attenzione medica.   

Tale dolore causa marcato disagio e limitazione nel funzionamento sociale, lavorativo e in altre importanti aree come quella affettiva.   

In realtà uno o più fattori psicologici hanno un ruolo centrale sull’esordio, la gravità ed il mantenimento del dolore.

Il dolore diviene la preoccupazione principale nella vita del soggetto; egli allora può abusare di medicinali e consultare numerosi medici, il tutto a scapito di vari aspetti della sua vita.

Il Disturbo Algico si può ritrovare associato con altri disturbi mentali, in particolare ai Disturbi dell’Umore e/o ai Disturbi d’Ansia.

 

L’Ipocondria

La caratteristica principale dell’Ipocondria è l’intensa preoccupazione derivante dalla paura di avere, o dalla ferma convinzione di avere, una grave malattia, fondata sulla errata interpretazione di uno o più sintomi fisici.

Altro aspetto dell’Ipocondria è che la paura o la convinzione di avere una malattia persistono tenacemente nonostante le rassicurazioni degli specialisti.

Spesso l’ipocondriaco si reca più e più volte da diversi medici sostenendo di non ricevere le cure giuste rispetto ai propri sintomi ed opponendosi ai ripetuti consigli di rivolgersi ad uno specialista della salute mentale. 

Le eccessive preoccupazioni possono riguardare funzioni corporee, come ad esempio il battito cardiaco, o lievi alterazioni fisiche, come ad esempio un piccolo taglio o un raffreddore, o infine sensazioni fisiche vaghe.
La persona attribuisce tali sintomi ad una malattia grave e pericolosa ed è molto preoccupata per il loro significato e per la loro causa; a nulla valgono continue visite mediche, esami diagnostici e rassicurazioni da parte di professionisti competenti.  

Addirittura la persona con Ipocondria si può fortemente agitare se legge o sente parlare di una malattia, se viene a conoscenza che qualcuno si è ammalato, o se avverte strane sensazioni dal proprio corpo.

Spesso la sfera sociale, familiare e lavorativa vengono negativamente colpite poiché l’ipocondriaco si aspetta considerazione e trattamenti speciali dalle persone care e vicine, fecendosi travolgere dalle forti preoccupazioni che interferiscono con le prestazioni lavorative e causano numerose assenze dal posto di lavoro.
Una o più malattie gravi, specialmente nell’infanzia, ed esperienze passate di malattia o la morte di un membro della famiglia si possono associare al manifestarsi della Ipocondria. 

I soggetti con Ipocondria possono presentare anche altri disturbi mentali come Disturbi d’Ansia e/o Depressione. 

Infine è bene fare una distinzione tra l’Ipocondria ed il disturbo ossessivo-compulsivo da contaminazione, il quale è caratterizzato non dall’intensa paura di avere una malattia, ma bensì dall’eccessivo ed irrazionale timore di ammalarsi o di far ammalare altre persone con un contagio, accompagnato da continui lavaggi ed evitamenti di certe situazioni per allontanare tale possibilità.

Attenzione: talvolta si parla erroneamente di disturbo psicosomatico quando gli esami medici non rilevano alcuna causa della malattia. Non è così. Può infatti accadere che le vere cause del malessere non siano rilevate dal medico, a causa della limitatezza degli strumenti diagnostici.

Per questo motivo è necessario affidarsi ad un professionista della salute mentale in grado di correttamente valutare le relazioni tra i fattori psicologici, fisiologici, comportamentali e sociali che influenzano la salute e la qualità della vita.

Questo sito usa cookie necessari a garantirne il funzionamento ottimale e cookie utili per le ulteriori finalità illustrate nella pagina info. Per accettarne esplicitamente l'uso puoi chiudere questo banner, scorrere la pagina, cliccare su un link o proseguire la navigazione in altra maniera. Info Cookie

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi